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Grazie al suo salutare legume, Cicerale è entrato a far parte dell’autorevole associazione “Città dei sapori”, che seleziona e raccoglie il meglio della cucina italiana. Pertanto, il cece di Cicerale, ricco di potassio, fa bella mostra di sé accanto al prosciutto San Daniele e ai salumi di Norcia. |
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La tradizione culinaria è varia e genuina, nel pieno rispetto della dieta mediterranea, e s’ispira al motto “mangiar bene per vivere meglio”: la lezione del nutrizionista americano Ancel Keys, vissuto molti anni nel Cilento per studiare le sane abitudini alimentari della popolazione. La preparazione dei piatti rispetta le antiche ricette caserecce e impiega solo ingredienti freschi, provenienti da coltivazioni ed allevamenti biologici. La pasta è fatta a mano come una volta; il pane e i biscotti indorano la loro crosta nel forno a legna; l’olio extravergine d’oliva e i vini hanno i colori e i profumi della Macchia mediterranea. La ristorazione, soprattutto quella praticata negli agriturismi, è di altissimo livello e lo testimoniano la freschezza dei prodotti impiegati, la qualità dei piatti e i riconoscimenti ottenuti.  La tavola della tradizione cilentana è ricolma di leccornie: prosciutto, capicollo, soppressata, salsiccia di propria produzione, formaggi freschi e stagionati, crostini con paté di ortaggi, verdure grigliate e saltate in padella, zuppe di farro e cereali, ceci in tegamino, fussidi e cavatieddi al ragù di castrato. Antichi sapori rivisitati con brio sono i ravioli alla crema di ceci e la polenta mista di farina di mais e farina di ceci arricchita con funghi. I dolci, poi, sono quelli delle nonne: biscotti al miele, zeppole, castagnole, struffoli, ceci zuccherati, torte e confetture casalinghe. Al di sopra di tutto c’è l’«acqua sale» – pane biscottato e pomodori, con olio e sale – il buon gusto della sana colazione contadina.
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