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MONTE CICERALE: L’abitato di Monte si formò intorno alla chiesa di S. Nicola nel XII sec., ma la prima fonte scritta risale al 1269, anno in cui il villaggio risulta tra le proprietà del signore Ruggiero di Monte. Nel 1461, i baroni Sanseverino entrarono in possesso sia di Cicerale sia di Monte e affidarono entrambi ai suffeudatari Gentilcore. Nel 1492 il vescovo di Capaccio estese la sua autorità sulla chiesa di S. Nicola e ad acquisì anche il diritto di amministrare la giurisdizione civile nel villaggio, lasciando quella criminale e mista ai signori locali (scissione di competenze mantenuta fino al XVII sec.). In seguito alla Congiura dei Baroni (1485-’87) – capeggiata proprio dai Sanseverino contro il re Ferdinando I d’Aragona – Monte passò alla famiglia Berengario Carafa e solo nel 1507 ritornò ai Sanseverino, che riconfermarono i Gentilcore suffeudatari di Monte, di Cicerale e di Corbella. La storia del feudo termina con i Jaquinto che, col titolo di duchi, ne conservarono il possesso fino all’abolizione della feudalità (1806).
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CORBELLA: Lo scomparso centro fortificato di Corbella (dalla radice *corb-, “monte tondeggiante”) dominava un vasto territorio feudale che dal Monte Sant’Andrea giungeva fino al fiume Alento, comprendendo ben cinque borghi: San Cesareo, Sant'Andrea, Cerritola della Pietra, San Nicola della Farchiosa e San Martino. La prima notizia su Corbella risale al 1143, anno in cui il feudo risulta in possesso della famiglia De Camerota, in seguito denominata De Corbella proprio dal toponimo della proprietà. Nel 1230-’31, l’imperatore Federico II obbligò gli abitanti di Corbella alla manutenzione del castello di Capaccio; dal 1279 al 1283 il feudo fu tassato, insieme al vicino villaggio di Lucolo, per contribuire alle spese militari della Guerra del Vespro (1282-1302) e, nel 1291, ottenne dal re Carlo II d’Angiò l’esonero fiscale completo a motivo dei gravi danni riportati durante i fatti bellici. |
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Nel 1295, Corbella passò al nobile Tommaso II Sanseverino e ai suffeudatari Gentilcore che, sebbene per periodi alterni, mantennero il feudo fino al XVI secolo. Alla fine del XV sec., invece, è da collocare la distruzione
del castello
sul Monte Battaglia. Probabilmente, all’indomani della Congiura dei Baroni (1485-’87), il castello fu devastato dagli Aragonesi per punire la ribellione del principe Antonello Sanseverino. L’ultima notizia su Corbella è datata 1677 e consiste in un’annotazione dello storico Giovan Nicola Del Mercato, giureconsulto di Laureana: il territorio di Corbella è stato aggregato a Cicerale e i suoi borghi sono ormai disabitati. |
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LUCOLO: Il borgo scomparso di Lucolo (dalla latino luculus, “piccolo bosco”) sorgeva nell’attuale località S. Lucia, toponimo che conserva il ricordo dell’omonima chiesa del villaggio in età medioevale. Probabilmente, l’origine del centro è da ricercare in età tardo-romana e trova la sua giustificazione nella felice posizione geografica: al centro di un’ampia vallata aperta sia sul fiume Solofrone sia sulla piana del Sele. Nel 1246 l’imperatore Federico II, accorso a sedare la rivolta dei nobili di Capaccio, piantò l’accampamento proprio a Lucolo e da lì inviò delle lettere datandole, però, col toponimo alternativo S. Lucia. Dal 1279 al 1283 il feudo fu tassato, insieme al vicino villaggio di Corbella, per contribuire alle spese militari della Guerra del Vespro (1282-1302) e, nel 1291, ottenne dal re Carlo II d’Angiò l’esonero fiscale completo a motivo delle distruzioni subite durante gli scontri. Tuttavia, nel 1299, Lucolo fu annoverato tra i villaggi spopolati e nello stesso anno, annesso al feudo di Agropoli, venne incluso nella ripartizione territoriale del Principato Citra (l’altra sezione era il Principato Ultra). La ripresa del piccolo borgo sembra avvenire intorno al 1310, anno in cui il reddito della chiesa di S. Lucia risulta abbastanza alto. Passato ai Sanseverino nel 1436, ma sottoposto alla giurisdizione civile dei vescovi di Capaccio, Lucolo andò lentamente spopolandosi nel corso del XV sec., fino a diventare un feudo rustico. Solo la chiesa di S. Lucia mantenne una certa importanza, tanto da avere come dipendenza la chiesa di S. Nicola di Monte Cicerale. Tra XVII e XVIII secolo, Lucolo divenne proprietà di Francesco Jaquinto, duca di Monte, ma già nel 1689 una visita pastorale aveva attestato che il villaggio era completamente decaduto e solo la chiesa di S. Lucia restava ancora in piedi.
SAN BENEDETTO: La prima attestazione dello scomparso borgo di San Benedetto risale al 994, allorché viene citato nella descrizione dell’antico percorso che collegava la piana del Sele con l’alto bacino del fiume Alento. Probabilmente il villaggio era sorto intorno all’omonima chiesa, della quale si ha notizia solo in epoca angioina (inizi del XIV sec.), essendosi salvata dalle distruzioni della Guerra del Vespro (1282-1302). Nel corso del XV secolo San Benedetto cominciò a spopolarsi, anche se numerosi ruderi di edifici moderni testimoniano la presenza di un insediamento ancora nel XVIII secolo. |
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