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Appunti di viaggio: giunto a Cicerale, il turista si sente avvolto da un’atmosfera piacevole, come se la voglia di conoscere e il desiderio di relax avessero trovato la loro sede naturale. Lo sguardo penetra tra gli antichi vicoli, ramificati come tanti rivoli, e indugia sulle pietre del selciato, regolari nella loro solidità secolare. Stagliati nello spazio e nel tempo, al pari di due custodi, torreggiano il Palazzo Marchesale Carafa e il Palazzo Caracciolo. Il primo ospitò una delle più importanti famiglie d’Italia, tant’è che ancora oggi è possibile ammirare, presso il Cleveland Museum of Art, un suggestivo ritratto dipinto da Edgar Degas nel 1875: “Stefanina Primicile Carafa, Marchesa di Cicerale e Duchessa di Montejasi”.
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Il secondo, edificato per volere di Giovanni Antonio Gentilcore, conserva intatta in uno degli antichi magazzini una lapide funeraria latina. Procedendo lungo le vie del paese, l’occhio è catturato dalla straordinaria alternanza di muri spessi ad archi leggeri, di grandi case gentilizie a minute cappelle o edicole votive (come quella bizantina di S. Leo), di scorci montani a frammenti del sottostante bacino idrico. In effetti, la vicinanza della diga sul fiume Alento conferisce a Cicerale maggior fascino, lo stesso dei paesi presso le sponde di un lago: a sera, il riverbero delle stelle sull’acqua trasmette un’emozione senza pari. La forte identità del paese culmina nella chiesa di S. Giorgio (XVII sec.), il santo cavaliere che è anche simbolo di ardimento e tenacia. Ovviamente, non può mancare la visita a Monte Cicerale e alle vestigia dei tre borghi scomparsi. Nato intorno all’ancora esistente chiesa di S. Nicola (XII sec.), Monte Cicerale si fregia di un elegante borgo seicentesco dai portoni intagliati nella pietra: incantevole da visitare in tutte le stagioni e ancora di più nel mese di agosto, in occasione della Fiera nazionale dei prodotti biologici “Cilento Delizie”. Continuando la passeggiata nel centro storico, merita una sosta anche la deliziosa cappella di S. Lucia. Per chi ama le lunghe passeggiate e il contatto con la natura incontaminata, l’escursione ai ruderi di Corbella è l’ideale. La salita al Monte Battaglia consente di guardare da vicino la vegetazione tipica della Macchia mediterranea, sostando al fresco degli alberi e porgendo l’orecchio al canto dei numerosi uccelli. Dell’inespugnabile castello resta solo il celebre ricordo legato alla Guerra del Vespro (1282-1302) e alla Congiura dei Baroni (1485-’87), tuttavia i ruderi ancora visibili suggestionano il visitatore e sembrano rievocare aspre battaglie e valorose difese. Palpiti di storia riecheggiano negli antichi siti di Lucolo e di San Benedetto. Il primo sembra ancora custodire il ricordo del soggiorno dell’imperatore Federico II, accorso a soffocare nel sangue la rivolta di Capaccio (1246); il secondo rivela gli indelebili segni dell’abbandono causato dal deflusso dei braccianti agricoli. In entrambi è possibile osservare i resti di edifici crollati e delineare mentalmente l’originaria conformazione dell’abitato. Ancora oggi, nell’area di Lucolo si ritrovano frammenti di manufatti d’epoca imperiale romana. |
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